Quando si richiedere un mutuo alla banca, l’istituto di credito domanda una serie di documenti fondamentali per effettuare l’istruttoria della domanda di finanziamento.
Ma quali sono i documenti che bisogna portare in banca per ottenere un mutuo? Cosa cambia se si è lavoratori dipendenti, piuttosto che lavoratori autonomi? Cerchiamo di scoprirlo!
Richiedere un mutuo se si è lavoratori dipendenti
Se si è lavoratori dipendenti, ciò che devi presentare – in aggiunta ai comuni documenti che sono richiesti alla generalità degli aspiranti mutuatari – sono le ultime copie del cedolino dello stipendio e l’ultima dichiarazione dei redditi. Nel caso in cui il dipendente non realizzi una dichiarazione dei redditi, sarà sufficiente la Certificazione Unica emessa dal sostituto di imposta, il datore di lavoro.
Spetterà poi alla banca valutare se sia o meno il caso di richiedere altri documenti, come ad esempio una dichiarazione scritta da parte del datore di lavoro, in cui viene riportata la tipologia di rapporto contrattuale (full time o part time, a tempo indeterminato o determinato).
Richiedere un mutuo se si è lavoratori autonomi
Nel caso in cui tu invece sia un lavoratore autonomo, non avrai evidentemente una busta paga. Per permettere di ricostruire la situazione economica del cliente e la sua capacità di rimborso, la banca richiederà dunque una copia del modello Unico (o altra dichiarazione dei redditi), la visura della Camera di Commercio, l’iscrizione all’albo professionale di categoria, e così via.
È altresì possibile che l’istituto di credito possa chiederti di presentare altri documenti, come situazioni contabili di dettaglio, portafoglio lavori, fatture in sospeso, e così via.
Quali documenti presentare per richiedere un mutuo
Fermo restando i documenti per specifica categoria di lavoratori, quando richiederai un mutuo in banca dovrai anche presentare dei documenti “comuni” a tutti i potenziali mutuatari.
In questo novero possiamo certamente fare un cenno ai documenti di identità (carta di identità in corso di validità e tessera sanitaria regionale), così come ai documenti che si riferiscono all’immobile, come la promessa di vendita o il compromesso, la planimetria, la copia del certificato di abitabilità e l’atto di provenienza dell’immobile.
Come si arriva alla delibera

Una volta che l’istituto di credito sarà entrato in possesso di tutta la documentazione necessaria, procederà a effettuare l’istruttoria unendo l’utilità della verifica dei documenti ricevuti con le proprie analisi.
Per esempio, l’istituto accertamenti come la verifica del profilo del cliente in Centrale Rischi, al fine di comprendere se sia un buono o cattivo pagatore e quale sia il peso degli altri debiti, o ancora la richiesta di una relazione tecnico-estimativa sull’immobile, o l’ottenimento di una relazione notarile preliminare.
Al termine di questo procedimento istruttorio, la banca arriverà a delibera. Se positiva, concorderà con il cliente una data per la stipula dell’atto (o degli atti).
Il contratto di mutuo
Il giorno della stipula si procederà con la sottoscrizione di un contratto di mutuo, di norma sotto forma di contratto unico.
Per rendere più semplici e celeri le procedure di concessione, infatti, gli istituti di credito ricorrono a un contratto unico che prevede che la concessione della somma oggetto di mutuo avvenga contestualmente alla stipula dell’atto. Pertanto, la somma di denaro finanziata sarà versata dal cliente alla banca a titolo di deposito a garanzia dell’iscrizione ipotecaria, per essere poi liberata una volta consolidata l’ipoteca.
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